Abbattere la rata o investire?
La situazione economica attuale è di sicuro traballante sotto molti punti di vista e decidere di fare manovre speculative di rilevanza può essere utile solo se si ha la possibilità di agire investendo una piccola parte di patrimonio e non nel caso in cui le entrate siano poche. Andiamo a vedere nel dettaglio sdoppiando la situazione.
I tassi di interesse della Banca Centrale Europea che fanno riferimento ai mutui, sia a tasso fisso sia a tasso variabile, sono in discesa e questo vuol dire che chi aveva scelto un mutuo a tasso variabile si ritrova una rata più bassa e chi aveva scelto il tasso variabile può approfittare delle norme sulla rinegoziazione dei mutui per provare ad avere i benefici che derivano da questa nuova situazione di mercato. Di converso, sono in salita i tassi di interesse sui titoli del debito pubblico e ciò è dovuto alla situazione economica precaria e alla salita dello spread, il differenziale tra i tassi di interesse dei Titoli di Stato Italiani e quelli tedeschi. Deve essere sottolineato che ora questo valore è leggermente sceso, ben lontano dai 500 punti che si erano registrati nel mese scorso, ma comunque resta un buon rendimento su tali titoli, infatti, il rendimento sui Titoli di Stato a scadenza annuale è ora poco superiore al 6% ma nelle settimane passate si era arrivati anche al 7%. Valori elevati che hanno portato alcuni investitori a comprare. A questo dettaglio però bisogna aggiungere le nuove tassazioni che in un certo senso si sommano.
La manovra Tremonti dell’estate ha infatti previsto che le rendite finanziarie (interessi prodotti dal capitale) passano dalla tassazione del 12,5 al 20%, a questo deve essere aggiunto l’aumento dei bolli che sfiora ora i 150 euro mentre in passato era di circa 35 euro. Sempre a questo deve essere aggiunto il prelievo dell’1 per mille, previsto dalla manovra del Presidente del Consiglio Monti, su tutti gli strumenti finanziari ad eccezione di fondi pensione e fondi sanitari.
Tutte queste novità possono portare alla dispersione di tutti i privilegi che si possono avere con la speculazione finanziaria volta ad acquistare titoli di debito pubblico. Ad esempio nei mesi scorsi , prima del prelievo dell’1 per mille, è stato calcolato che chi ha BOT dal valore inferiore a 10.000 euro, grazie alle imposte di bollo, arriva ad essere addirittura in perdita. Un guadagno netto si può avere solo se l’investimento è rilevante. Deve essere anche sottolineato che i tassi di interesse sono alti perchè è ritenuto rischioso investire in titoli italiani a causa dell’elevato rischio di insolvenza dovuto a debito pubblico elevato.
Fatte queste premesse è intuitivo che se si investe per abbattere la rata del mutuo si ha un risparmio certo ed un guadagno anche se non particolarmente elevato, mentre nel caso di investimenti in titoli, sommando la nuova tassazione al rischio di insolvenza, diventa molto precario il possibile guadagno. E’ consigliabile investire in Titoli solo se si hanno risorse sufficienti per avere un guadagno al netto delle nuove tassazioni che sia rilevante, ricordando di tenere in considerazione tutte le manovre finanziarie dell’ultimo anno e non solo e novità degli ultimi giorni.









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