una pratica guida ai mutui bancari

Cambiare il mutuo

Cambiare il mutuo

Gli anni precedenti hanno visto un aumento notevole dei tassi di interesse, così coloro che avevano stipulato mutui per la casa a tasso variabile, si sono ritrovati con il tempo a dover pagare una rata piuttosto onerosa, non è andata meglio per coloro che avevano stipulato, pochi, mutui a tasso fisso a livelli abbastanza alti.

Oggi le condizioni sono cambiate e si può avere un mutuo a tasso fisso al 5% di interesse ed il mutuo a tasso variabile a valori inferiori visto che i tassi di interesse sono diminuiti. Questo ha generato l’esigenza da parte dei vecchi creditori di stipulare nuovi contratti per poter risparmiare sul mutuo. Per fare ciò si aprono diverse possibilità. 
Per prima cosa deve essere citato il decreto Bersani del 2008 che prevede la facoltà di surrogare il mutuo, si tratta della possibilità di traslocare il proprio mutuo da una banca all’altra senza spese per il debitore, in realtà deve essere considerato che almeno le spese per il notaio vi sono e si aggirano intorno ai duecento euro, facendo i conti con il residuo da versare, soprattutto se il mutuo da pagare è ancora elevato, già con una riduzione del tasso di interesse finale applicato dello 0,3%, si potrebbe avere un risparmio e quindi tale pratica risulta conveniente.

C’è però una sorta di titubanza da parte degli istituti bancari che sono restii a stipulare contratti di surroga del mutuo e questo naturalmente apre a molte difficoltà. 
Una seconda possibilità è la sostituzione del mutuo, ma qui si deve essere molto attenti a calcolare bene i costi e vedere se vi sono dei benefici reali derivanti dall’operazione. 
In questo caso si tratta di un’operazione che prevede l’estinzione del vecchio mutuo e la stipula di un nuovo contratto su quanto residuava del vecchio mutuo, ma non è così facile perchè sul residuo da versare se il contratto originario è stato stipulato prima del febbraio 2007, si applica una penale tra lo 0,5% e l’ 1,9%. 
Oltre questo costo, occorre aggiungere le spese per il notaio che possono essere anche elevate, pagare un’imposta sostitutiva e le spese di istruttoria. E’ stato calcolato che queste spese possano arrivare anche a 3000 euro. Diventa conveniente effettuare questo tipo di cambio nel caso in cui le rate da pagare siano ancora molte e quindi il vantaggio della riduzione del tasso di interesse può risultare notevole, altrimenti, si rischia di avere spese maggiori rispetto a quelli che sono i privilegi.

Un’ultima possibilità che però le banche sono restie a permettere è la rinegoziazione del mutuo, in questo caso non vi è alcun costo, semplicemente viene applicato il nuovo tasso di interesse, non viene stipulato un nuovo contratto, questa possibilità se concessa è di sicuro conveniente. 
Nel caso in cui si decida di cambiare mutuo è conveniente ora effettuare un passaggio al tasso fisso, almeno fino a quando si riesce a stipularlo con tasso sotto il 5%, oppure un tasso di interesse variabile, ma bilanciato in modo da evitare la crescita della rata oltre misura e quindi, di ritrovarsi di nuovo con una rata alta azzerando così tutti i benefici ottenuti dall’aver cambiato il mutuo stesso.



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